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RSS pubblicazione relazioni convegno su Informatizzazione delle prova del 7 maggio 2010

 

relazione n. 1 del prof. Cosimo Anglano

 

relazione n. 2 di Raul Chiesa

come anticipato in data 7 maggio durante il convegno, acquisite le specifiche autorizzazioni, si pubblicano le slide:

- della relazione del prof. Cosimo Anglano, professore di Informatica dell'Università del Piemonte Orientale, Direttore del Centro Studi sulla criminalità informatica ad oggetto: "Introduzione alle prove digitali in ambito penale"

-della relazione di Raul Chiesa, componente Enisa e componente direttivo del Clusit ad oggetto "Analisi sulla mobile Forensics".

Le relazioni sopracitate sono state  illustrate durante il convegno ad oggetto:" informatizzazione delle prove: problemi e prospettive" organizzato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università degli studi di Torino e dall'associazione del Centro Studi di Informatica Giuridica di Ivrea-Torino in data 7 maggio 2010 presso la sala lauree della facoltà di  Giurisprudenza di Torino.

Si specifica che è  vietato l'utilizzo per finalità commerciali e /o di marketing, è ammesso l'utilizzo per finalità didattiche e di ricerca del materiale previa citazione dei rispettivi autori e del convegno sopra citato.

Avv. Mauro Alovisio

 mauro.alovisio@unito.it

 

 



Commenti


Non solo prove informatiche...

Ormai l'informatica è presente nell'ambito dei procedimenti non solo come "oggetto" su cui indagare, ma entra a vario titolo e con diversi scopi, basti pensare alle ricostruzioni digitali della sparatoria in autostrada, al G8 di genova o alle ricostruzioni della camminata di Garlasco o ancora il riconoscimento di soggetti all'interno di videoregistrazioni. L'informatica quindi a supporto delle tesi di accusa o difesa, come elemento chiarificatore dei fatti, ma con gli stessi problemi di affidabilità, correttezza e verificabilità delle prove informatiche "dei computer".
Se per l'informatica dei computer iniziano a delinearsi modelli, tecniche più o meno assodate e verificate, sull'altro fronte l'adattabilità e l'artigianalità è ancora un fattore determinante vista l'ampia e indeterminata casistica che si deve affrontare.
In entrambi i casi ritengo che la semplice manualità acquisita o le certificazioni siano solo un valore aggiunto ad una formazione che deve essere completa e ad ampio spettro, a garanzia della corretta formazione delle prove, formazione che non può che essere del massimo livello universitario, poi solo in un secondo tempo affinato nell'ambito forense.

Ho visto fin troppi praticoni che per il solo fatto di aver usato una volta qualche software "forensico" (citazione) sono convinti di essere esperti, ma che poi cadono sulle basi dell'informatica.

Buon lavoro.




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